Il mondo del wrestling ha perso la sua icona più importante, il simbolo di una generazione che sente di aver perso un’epoca storica, oltre ad un campione. Hulk Hogan, Terry Gene Bollea, è scomparso a 71 anni, stroncato nella sua casa di Clearwater, in Florida, da un arresto cardiaco che i medici non sono riusciti ad aggiustare una volta portato l’uomo in ospedale, in una corsa disperata e, purtroppo, vana. E, come spesso accade, la morte legata a personaggi di grosso calibro porta con sé una buona dose di misteri.

Giovedì mattina, poco prima delle 10, i paramedici sono stati chiamati per intervenire a casa di Hogan, dove l’uomo è stato brevemente curato sul posto. Secondo la polizia, però, l'uomo è stato portato in un ospedale vicino e poi è morto lì intorno alle 11:17. Nate Burnside, del dipartimento di polizia di Clearwater, ha detto in conferenza stampa: “Stava riscontrando gravi problemi di salute. In quel momento il personale ha prestato assistenza medica. Sul corpo di Hogan non è stato riscontrato nessun segno di violenza”.

Sembra, dunque, che non ci sia stato davvero nulla da fare per lui. Bandana, baffi biondi ossigenati, muscoli di marmo e costumi striminziti, ha ispirato tanti bambini che per carnevale, a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90, si vestivano come lui. Iconico il suo grido di battaglia: “Whatcha gonna do when Hulkamania runs wild on you?” (“Cosa farai quando la Hulkamania ti travolgerà?”). Grande fan di Donald Trump, lo ha fermamente sostenuto (al punto da strapparsi una maglia durante una convention per mostrare lo slogan MAGA) durante l’ultima campagna elettorale che ha portato poi il tycoon alla Casa Bianca.