Samuel aveva 3 anni quando il medico gli diagnosticò l’acromatopsia. «Non avevo mai sentito quella parola e non riuscivo neppure a pronunciarla, me la scrissi sul cellulare per paura di dimenticarla», racconta la madre Manuela Blasi, che oggi ha imparato a conoscere quel vocabolo, e quella patologia, in tutte le sue sfaccettature. «Oggi Samuel ha 7 anni, non vede i colori, ha una vista estremamente ridotta, non riesce a stare in ambienti fortemente illuminati, non ha il senso della profondità». Una malattia tutt’ora senza cura. All’inizio sembrava una condanna: «I medici ci dissero che aveva ereditato la patologia da noi genitori, che ne siamo portatori sani, ma noi non lo sapevamo. Ci crollò il mondo addosso». Manuela lasciò il lavoro: «Ero una cake designer, giravo tutta Italia, era diventato impossibile conciliare la mia attività con i bisogni di nostro figlio».