ROVIGO - «Sembrava una scena da far west. Gente che correva ovunque, ragazzine disperate, urla, sangue dappertutto. Il bar dei cinesi vicino al vicolo della pizzeria si è barricato. Anche noi ci siamo allontanati subito, poi siamo corsi a casa. A Rovigo non ci verrò più, se non per lavoro». Chi parla è un testimone della follia che sabato sera si è scatenata in città: l'imprenditore, che preferisce restare anonimo, si trovava in centro con la compagna e una coppia di amici, arrivati da Vicenza. Avevano deciso di trascorrere la serata nella sua Rovigo, nonostante sia rodigino d'adozione, ma si sono ritrovati dentro un incubo.
«Dispiace dirlo, ma chi compie certe azioni lo fa perché sa che tanto non gli succede niente. E chi ha permesso questo per anni è colpevole tanto quanto chi commette i fatti. Temevo mi avrebbero dato del razzista, ma io questa paura non la voglio più vivere», racconta ancora. Poi il ricordo della fuga, l'immagine di una donna sotto choc: «Era terrorizzata, l'abbiamo accompagnata fino al vicolo dietro l'ex Upim. Siamo tornati a casa furiosi, ancora tremanti». Dal lato opposto della piazza, verso via Grimani, una cliente del bar racconta i momenti immediatamente successivi. «Abbiamo sentito delle urla e visto gruppi di ragazzi correre in direzioni opposte. Poi qualcuno ha gridato che c'era un accoltellamento. Il bar ha chiuso tutto. La gente cercava di nascondersi ovunque. Non abbiamo mai visto una scena così».









