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25 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:01

Non si è trattato di una rissa, ma di un omicidio premeditato. Dopo sei giorni gli investigatori della Squadra mobile hanno fermato cinque giovani pakistani protagonisti di un sanguinoso episodio accaduto nel centro di Rovigo il 19 luglio. Hanno svelato che la morte di Amine Gara, 23 anni, tunisino, avvenuta nei giardini delle Due Torri, a due passi dalla centralissima Piazza Matteotti, sarebbe stata una vendetta, per un episodio accaduto qualche giorno prima. Dell’aggressione era stato vittima anche un amico di Gara, che è rimasto gravemente ferito.

La procuratrice Manuela Fasolato ha diffuso un comunicato, informando dell’adozione del provvedimento motivato, oltre che dalla gravità del reato, anche dal pericolo di fuga. Il principale sospettato, che è indagato di omicidio premeditato, è stato fermato ad Aprilia, in provincia di Latina. Gli altri quattro pakistani, a cui viene contestato il concorso anomalo nell’omicidio, oltre alla rissa, sono stati rintracciati a Rovigo e Torino di Sangro, in provincia di Chieti. A tutti viene addebitato il tentato omicidio del secondo tunisino, ma per due di loro solo in concorso anomalo.