Milano, 24 lug. (askanews) – La sostenibilità parla il linguaggio dell’innovazione anche quando si tratta di un’azienda con 100 anni di storia alle spalle. Loacker, divenuta ufficialmente società benefit, dal 2020 ha lavorato e investito per lo sviluppo del primo forno a riscaldamento induttivo per wafer a zero emissioni dirette, che è diventato attivo da maggio del 2025.
Per lo sviluppo di Optibake, che è stato annunciato in occasione della presentazione della prima relazione di impatto dell’azienda altoatesina, nel 2020, Loacker è diventata partner del progetto pilota con il gruppo Bühler, multinazionale tecnologica svizzera per l’industria alimentare, dei mangimi e dei trasporti, proprio per lo sviluppo di una nuova tecnologia di cottura dei wafer a zero emissioni. Dopo anni di ricerca è nato questo forno per la cottura di wafer cavo con riscaldamento induttivo.
L’impianto non genera nessuna emissione diretta di CO2, monossido di carbonio (CO) o ossidi di azoto (NOx), riduce i consumi energetici fino al 50% e consente una maggiore flessibilità produttiva.
Nel 2023 è stato realizzato il prototipo presso la sede Bühler di Leobendorf (AT), mentre da maggio 2025 il primo forno è attivo, in fase di collaudo e verifica funzionale nello stabilimento Loacker di Heinfels, al fine di garantire la piena operatività e l’efficienza ottimale in vista della prossima integrazione nel ciclo produttivo. I primi risultati stanno superando notevolmente le aspettative, fa sapere l’azienda, sia dal punto di vista della qualità del prodotto finale che del suo funzionamento. Il nuovo forno, così come tutti gli altri impianti produttivi, viene alimentato con energia elettrica da fonti rinnovabili garantite da Certificati di Origine, azzerando le emissioni di gas serra legate al suo funzionamento.







