MESTRE - C'è un secondo caso di West Nile, trasmesso da puntura di zanzara, sul territorio dell'Ulss 3 Serenissima. È un'anziana di 75 anni di Cona, ricoverata nel reparto di Neurologia dell'ospedale di Piove di Sacco, per fortuna non in condizioni gravi. «Attendiamo solo la conferma definitiva degli accertamenti», spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria, Vittorio Selle, affiancato dalla dirigente dell'Igiene e sanità pubblica Federica Boin. La donna, residente in zona rurale, in una casa senza zanzariere e abituata a coltivare l'orto, ha accusato febbre e malessere e si è rivolta al Pronto soccorso. Ora è sotto osservazione.
Fuori pericolo, nel frattempo, è stato dichiarato il 67enne di Cavarzere che ha contratto l'infezione e si trova all'ospedale di Padova. Ha delle malattie pregresse e i sanitari monitorano che non insorgano complicanze. In questi casi, infatti, è più esposto a rischio chi è di per sé è già fragile per altri problemi di salute. Nell'estate del 2024 proprio una persona con comorbilità è morta dopo aver preso il West Nile.
«Questo virus ormai è sempre più endemico», afferma il dottor Selle ricordando che nella maggioranza dei casi, attorno all'80%, l'infezione decorre senza sintomi; nel 18% porta febbre anche alta; nel 2% determina la malattia neuroinvasiva che richiede il ricovero, talvolta anche in Terapia intensiva. L'anno scorso, su 18 casi accertati, uno era asintomatico e l'ha scoperto perché è andato a donare il sangue, altri 16 sono guariti e, appunto, c'è stato un decesso. «Quest'anno le infezioni sono arrivate un mese più tardi riprendono Selle e Boin . A Cavarzere la positività ha fatto seguito all'accertamento di larve di zanzare nel campione dei tombini e delle caditoie che andiamo a controllare a valle delle disinfestazioni fatte dai Comuni. Se oltre il 10% dei siti esplorati dà positività, richiediamo subito alle Amministrazioni di fare un secondo intervento larvicida che è quello effettivamente più efficace. Invece il trattamento abbattente di carattere adulticida, resta consigliato solo in ipotesi di cluster, ovvero sia di più casi di contagi nel raggio di 2 chilometri da quello indice, entro 15 giorni».








