Il sito promette di dare agli utenti controllo sulle foto pubblicate online senza il proprio consenso. Ma non è difficile per i malintenzionati usarlo per rintracciare altre persone
Qual è la lezione che abbiamo imparato dalla vicenda virale sui due amanti beccati al concerto dei Coldplay? Di stare attenti alle kiss cam? Di non tradire il partner, altrimenti il mondo intero ti coprirà di ridicolo? Che avere una relazione (segreta) con un tuo dipendente può portare al licenziamento (anche se sei il ceo dell'azienda)? O forse che viviamo in un costante stato di sorveglianza, con mille telecamere sempre puntate addosso e strumenti di riconoscimento facciale a disposizione di tutti: malintenzionati generici, avversari nella professione, anonimi e annoiati utenti che non hanno nulla di meglio da fare che rintracciare due sconosciuti per il semplice fatto di avere mostrato un comportamento strano in una clip diventata virale. Il ventaglio di possibilità è infinito. E se ancora oggi non è emerso chi per primo ha lanciato la pietra dello sbugiardamento, né sappiamo come sono stati identificati Andy Byron e Kristin Cabot, un fatto rimane. Là fuori, a disposizione di tutti, ci sono strumenti di riconoscimento facciale, a volte (parzialmente) gratuiti, che sono abbastanza potenti da identificare chiunque. Dal ceo delle aziende al "comune mortale".








