L’umanità senza filtri ci attrae e ci spaventa: la kiss cam Coldplay ha fatto il giro del mondo perché in quel video vediamo riflessi nient’altro che noi stessi
di Stefania Medetti
Nell’era del “condivido ergo sum”, la kiss cam dei Coldplay racconta molto di più di una storia privata diventata pubblica. Dietro a quell’abbraccio condiviso in mondovisione, infatti, ci siamo noi, i figli – a volte riluttanti, ma più spesso complici – della sharing economy. Un sostantivo singolare in cui, come ha osservato il professor Nicholas John nel suo saggio The Age of Sharing (L’età della condivisione, ndr), convergono tre elementi: narrazione, comunicazione e distribuzione. Con un cellulare in mano, siamo tutti editori: abbiamo il potere di scegliere cosa mostrare, quando e a chi. Il risultato portato agli estremi è quel tritacarne mediatico globale che abbiamo visto, “una bestia avida”, per dirlo con le parole della scrittrice Catena Fiorello su IG.
Quello che ci attrae di questa storia, dunque, non è tanto il tradimento — di tradimenti è piena la storia del mondo e dei media — ma la candid camera, la spontaneità del momento in cui la coppia si accorge di essere esposta allo sguardo altrui. In quella manciata di fotogrammi che ha trasformato due sconosciuti nei Paolo e Francesca 2.0, fra il prima e il dopo del vedersi ripresi, si concentra un precipitato di emozioni che mette a nudo la nostra umanità. L’incredulità e la vergogna dei protagonisti si trasforma in una narrazione scomoda e imbarazzante, che si autoalimenta e non si arresta. Non si arresta non solo per la riflessione sui protagonisti e il loro destino - due persone che in un batter d’occhio hanno guadagnato (loro malgrado) quella notorietà che tanti inseguono, perdendo però il mondo che si erano costruite. “Quello della coppia era un gesto tenero e autentico in uno spazio pubblico in cui, automaticamente, si autorizza la trasmissione della propria immagine”, commenta la dottoressa Nicoletta Cinotti, psicologa, psicoterapeuta, autrice, pedagogista. “Il senso di colpa è la prima emozione, la vergogna è arrivata dopo, quando i due hanno capito cosa stava succedendo e cosa sarebbe successo dopo”.














