Inchieste su sindaci e assessori scuotono la politica locale in tutto il Paese, da destra a sinistra.

Dalla corruzione agli interessi opachi, la magistratura accende più fari per far luce su quei presunti reati che si annidano fuori e dentro i palazzi.

A partire dal capoluogo meneghino, dove il sindaco, Beppe Sala, decide di andare avanti dopo l'indagine a suo carico nell'inchiesta sull'urbanistica. Due le ipotesi di reato contestategli: "false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone" e concorso in "induzione indebita a dare o promettere utilità". Le stesse indagini hanno portato la Procura a chiedere gli arresti domiciliari per l'assessore alla Rigenerazione urbana del Comune, Giancarlo Tancredi, con l'accusa di corruzione, induzione indebita e falso. A soltanto un'ora di distanza con il treno ad alta velocità, un'altra giunta rischia un terremoto. La procura di Torino ha, infatti, concluso le indagini sul caso Rear, società che si occupa di vigilanza e sicurezza. Otto in tutti gli indagati per reati che, a vario titolo, vanno dalla malversazione all'infedeltà patrimoniale, tra questi anche i dem Mauro Laus, deputato, l'assessore comunale allo Sport e Grandi Eventi, Mimmo Carretta, e la presidente del consiglio comunale, Maria Grazia Grippo. Paolo Mazzoleni, assessore all'urbanistica del Comune di Torino è invece indagato a Milano nelle tante inchieste sull'urbanistica.