NEW YORK – Lo scorso maggio la segretaria alla Giustizia Pam Bondi aveva avvertito il presidente Trump che il suo nome compariva spesso nei documenti segreti del caso Epstein. Ciò non significa che Donald avesse commesso reati, ma rischiava di essere troppo imbarazzante, per un capo della Casa Bianca che durante la campagna elettorale del 2024 aveva promesso alla sua base di pubblicare tutto, nella convinzione di smascherare così le malefatte dei suoi avversari politici democratici.

Epstein al matrimonio di Trump nel 1993: le foto pubblicate in esclusiva dall Cnn

a cura della redazione Esteri

Questo scoop pubblicato dal Wall Street Journal, evidentemente per nulla intimidito dalla causa da dieci miliardi di dollari presentata dal presidente contro il suo editore Rupert Murdoch, potrebbe essere la chiave per spiegare tutto.

Non solo il motivo per cui alla fine Trump ha fatto marcia indietro sulle promesse elettorali di trasparenza, al prezzo di provocare una rivolta nel suo stesso movimento Maga, ma anche perché ora sta cercando disperatamente di cambiare argomento e distrarre il pubblico americano, ad esempio con l’accusa di tradimento lanciata ieri contro il predecessore Obama, nella speranza di portarlo davanti alla Giustizia.