Il perdono dopo il caso doping
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Trump corre ai ripari dopo le accuse sulla mancata trasparenza nella gestione della vicenda
Ifunzionari del ministero della Giustizia americano hanno interrogato ieri Ghislaine Maxwell, ex fidanzata e complice del finanziere Jeffrey Epstein (entrambi nella foto), morto suicida in carcere nel 2019 dove scontava una condanna per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Il colloquio con Maxwell è avvenuto nell’ufficio della procura del tribunale di Tallahassee in Florida, dove la donna sta scontando 20 anni di carcere per il suo coinvolgimento nel traffico sessuale di minorenni, in genere ragazzine fragili e in difficoltà economiche. "Sta preparando nuove prove", ha anticipato il fratello di Ghislaine alla vigilia del faccia a faccia. A condurre l’incontro, alla presenza del suo avvocato David Oscar Markus, non è stato un procuratore di carriera ma il vice ministro della Giustizia Todd Blanche, che difese Trump nel caso pornostar e in quello per l’assalto al Congresso.
Il Dipartimento di Giustizia, dove appunto il tycoon ha piazzato due suoi ex avvocati ai vertici, si è precipitato a sentire Maxwell anticipando la Camera, dove un panel della commissione di sorveglianza ha votato per convocarla a deporre l’11 agosto. L’obiettivo è chiederle se ha rivelazioni da fare, come aveva anticipato il fratello: un’iniziativa che rientra negli sforzi dell’amministrazione Trump per respingere le accuse, di mancata trasparenza sulla vicenda. Ma la gestione ‘politica’ del caso suscita timori e sospetti di un possibile tentativo di evitare danni collaterali per il presidente, che ha l’unica leva per alleviare le pene della donna, graziandola o commutandole la pena. La vicenda rischia però di esplodere alla Camera, che è entrata in rotta di collisione con l’amministrazione, di fatto sfiduciando il ministero della Giustizia.












