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12 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:00

Lo scandalo Epstein continua a imperversare sull’amministrazione Usa. Donald Trump “è il presidente più trasparente della storia”, ha detto la segretaria alla Giustizia, Pam Bondi, difendendo il tycoon in commissione giustizia della Camera davanti alle vittime del pedofilo e respingendo gli attacchi dei democratici al suo Dipartimento per la gestione della pubblicazione di documenti sul finanziere pedofilo definita un “insabbiamento“. La ministra è stata incalzata a ripetizione su alcune email contenute nei documenti in cui fa riferimento a una ragazza russa e una ucraina, con i democratici che chiedono se queste rappresentino “prove credibili” per l’avvio di ulteriori indagini.

“Abbiamo indagini in corso”, ha assicurato Bondi rispondendo al deputato repubblicano Chip Roy che le chiedeva se ci sarebbero state incriminazioni per i legami con Epstein. Non è chiaro se il riferimento della ministra sia al lavoro che sta svolgendo l’ufficio del procuratore di New York, dove Jay Clayton è stato incaricato di supervisionare le indagini sui legami fra Epstein ed alcuni esponenti dem. Bondi non ha poi preso posizione sulle polemiche sul segretario al Commercio Howard Lutnick, di cui molti hanno chiesto le dimissioni dopo le rilevazioni sui suoi rapporti con Epstein, inclusa la sua visita sull’isola di proprietà del pedofilo. “Lutnick ha già risposto per conto suo”, si è limitata a dire Bondi, augurandosi poi che Ghislaine Maxwell “muoia in prigione”. Apparendo in Congresso nei giorni scorsi, la complice di Epstein ha dichiarato che avrebbe parlato e raccontato la sua verità solo se Trump le avesse concesso la grazia, sulla quale il presidente non si è ancora pronunciato.