Una volta beniamina del movimento ultraconservatore americano, 'Pambi', il soprannome che aveva al college per via della sua "dolcezza" e generosità", è scivolata sul caso di Jeffrey Esptein.
E adesso i Maga chiedono la testa dell'attorney general di Donald Trump.
Dopo l'audizione al Congresso, durante la quale Pam Bondi non ha mai guardato in faccia le vittime del finanziere pedofilo né si è scusata con loro per la sua gestione del dossier, una pletora di conservatori e star del 'Make America Great Again' hanno espresso la loro indignazione, chiedendo le dimissioni sue e del capo dell'Fbi, Kash Patel, un altro fedelissimo del presidente. Trump ha provato a sminuire le critiche alla sua ministra della giustizia, sostenendo che arrivano da "pazzi della sinistra radicale", e le ha confermato la sua fiducia definendo il suo lavoro "fantastico".
In realtà, oltre alle ovvie polemiche di parte democratica, gli attacchi più duri sono arrivati dal movimento Maga. "Viste le sue risposte sul perché nessuno è stato incriminato per il caso Epstein dovrebbe essere cacciata o dimettersi. Ma questo non accadrà e i democratici vinceranno alle elezioni", ha dichiarato il commentatore di destra Erick Eickson. "Questo è un Paese di adulti", ha tagliato corto il podcaster pro-Trump Tim Pool, criticando Bondi per i toni considerati eccessivamente accesi della sua audizione a Capitol Hill. "Penso che abbiano gestito miseramente i dossier", ha aggiunto. Parole durissime sono arrivate anche da Nick Fuentes, il podcaster star dell'estrema destra. "Dovrebbe essere messa in stato di accusa. Ha mentito sui documenti di Epstein", ha attaccato chiedendo l'impeachment per la ministra della Giustizia. "Ha mentito per insabbiare la verità", ha insistito il suprematista bianco.












