Paolo Bertolucci è a Wimbledon, commenta su Sky i match di questa seconda settimana di torneo ed è un interlocutore prezioso in vista delle semifinali e per fare il punto della situazione. La chiacchierata non può che partire da Sinner, che aveva fatto preoccupare i tifosi nel match con Dimitrov per quella caduta, il dolore al gomito e una quantità di errori - soprattutto di dritto - non da lui.
Jannik ieri, contro Shelton, è stato impeccabile e ci ha rassicurato: sembrava quello di sempre.
Io in realtà commentavo la partita di Cobolli, ma lui ha detto che stava bene e del resto, se è sceso in campo, vuol dire che era sicuro di poter avere un rendimento se non ottimale, quasi. Perché a questi livelli, se non sei a posto, vai a casa: quelli dei primi due turni li batti anche da zoppo, questi no.
In effetti Shelton ha detto di non aver mai visto nulla di simile, riferendosi alla velocità di palla di Jannik.
Dovrebbe essere abituato, l’aveva già visto altre volte, aveva perso tre set a zero se non sbaglio anche l’anno scorso, e agli scorsi Australian Open: o si è dimenticato o in effetti Sinner tira sempre più forte.












