Nonostante dubbi e incertezze della vigilia, con un gomito acciaccato e avvolto in una manica compressiva, Jannik Sinner ritrova il suo miglior tennis e in tre set, al terzo match-point contro lo statunitense Ben Shelton, stacca il biglietto per la semifinale di Wimbledon, la seconda conquistata sui prati londinesi dopo quella del 2023 dove venerdì sfiderà Novak Djokovic che ha sudato quattro set per avere la meglio contro Flavio Cobolli che ha lottato come un leone.
Sinner-Shelton
Gli occhi erano tutti puntati su Sinner: prestazione impeccabile per il n.1 al mondo, che riscatta così al meglio la fortuna avuto nel turno precedente, quando - in svantaggio di due set - aveva beneficiato del ritiro dell'infortunato Grigor Dimitrov.
Anche Sinner, però, non aveva finito al meglio quel match, condizionato da una violenta botta subita al gomito destro che gli aveva impedito di allenarsi martedì. Ma oggi, sul Campo n.1, evidentemente recuperato, è scesa in campo la migliore versione dell'altoatesino, che ha giocato un set alla pari, per poi prendere il largo e imporsi in 2 ore e 19', meritandosi la settima finale Slam in carriera, la quarta consecutiva in un Major (il più giovane a riuscirci da Rafa Nadal, 2009). "Ricordo ancora la prima volta che ho giocato sul Campo Centrale, come la prima semifinale, restano momenti speciali - le parole a caldo di Sinner -. Rispetto a quando sei giovane, col passare degli anni ti senti più a tuo agio. Wimbledon è il torneo più speciale di tutto il calendario, quindi, essere di nuovo tra i primi quattro significa molto per me".











