LONDRA - La grande paura è passata. Anche il più serafico, sotto il cielo perturbato di Londra, è lui. «Non ho mai dubitato di poter giocare con Shelton». Jannik Sinner torna in semifinale a Wimbledon con il gomito destro fasciato («Sotto la protezione c’è un taping» conferma) ma con il braccio finalmente libero. Lo choc della scivolata con Grigor Dimitrov, che come contraccolpo aveva generato due set da finto-Sinner, è assorbito: il dritto è di nuovo filante, il servizio l’architrave su cui edificare la sesta vittoria sul mancino americano, aggrappato alla fucilata di servizio (punte di 234 km all’ora) e a poco altro.