Nelle ore precedenti all’incontro attorno a Jannik Sinner ha aleggiato un dubbio grande quanto il Centrale di Wimbledon. Il gomito dolorante, l’allenamento solo apparentemente annullato, le voci sempre più insistenti: c’era chi temeva il forfait, chi parlava di prudenza, chi incrociava le dita. Poi la svolta: la partita, giocata sotto il cielo terso di Londra sul Court 1, ha spazzato via ogni nube. Il numero uno del mondo ha piegato Ben Shelton in tre set – 7-6(2), 6-4, 6-4 e ha centrato per la seconda volta la semifinale a Wimbledon. E anche in questa occasione, come nel 2023, l’avversario sarà Novak Djokovic.

In campo nessuna esitazione, nessuna ruggine. Solo tennis. Quel tennis pieno, maturo, sereno che si costruisce con la consapevolezza e si cesella col dolore. Perché Jannik ha imparato a gestirlo come si gestisce una palla break: con freddezza. Dall’altra parte della rete, uno Shelton spettacolare ma troppo alterno ha provato a restare aggrappato con il servizio, qualche colpo d’estro, un paio di tweener, ma quando l’azzurro ha acceso il motore - nel tie-break del primo set - la partita è andata via liscia come l’erba che hanno calpestato.

BEN SHELTON SCONVOLTO DA JANNIK SINNER: "FRUSTRANTE, COSE MAI VISTE"