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Ultimo aggiornamento: 21:27 del 8 Luglio
di Claudio Zerbetto
“Perché, don Matteo?”. La notizia che una persona si è tolta la vita non passa inosservata. Nelle redazioni dei giornali si discute spesso se pubblicarla, magari in poche righe, con le sole iniziali e possibilmente senza foto. Sta alla sensibilità di quanti fanno questo mestiere. Per rispetto del grande dolore dei familiari ed amici, di quanti gli esperti chiamano “sopravvissuti”. Se poi si tratta di un prete, diventa ancor più forte l’impatto mediatico e gli interrogativi aumentano. Dentro e fuori la Chiesa.
Oggi, infatti, è il momento del dolore per la comunità di Cannobio, in provincia di Novara. Il vicario parrocchiale, don Matteo, si è tolto la vita ieri nel suo appartamento a fianco l’oratorio. Non si era presentato alla celebrazione della Messa del mattino e non rispondeva al cellulare. Poi la tragica scoperta.






