C’è una nuova religione nelle nostre città e nell’Occidente tutto, il cui idolo è Hamas e nella quale i Pro-pal credono devotamente. È una fede ideologica, idolatra, ed è interessata solo alle cose del presente e a un vago futuro. È una fede senza radici né mistero. Nel pieno di questa esaltazione luciferina finalizzata a sradicare la storia e a spazzar via ogni evento che intralci l’adorazione dell’idolo, i difensori dei terroristi hanno già vinto una battaglia: i media che hanno parlato degli stupri perpetrati da Hamas si contano sulle dita di una mano. Anche oggi, alla luce del nuovo rapporto relativo alle violenze sessuali usate in modo sistematico come arma durante il pogrom. «A Quest for Justice: October 7 and Beyond», è il titolo dello studio lungo 80 pagine, «Una ricerca per la giustizia: il 7 ottobre e oltre»: è lo studio più completo redatto finora. Ma anche ieri sui giornali c’era un silenzio liturgico, per cullare l’idolo appunto. Al massimo, si è trovato un articolo a pagina cinque, in basso. Alle donne stuprate da Hamas è andata peggio che a Dinah, il personaggio biblico che dà il nome al progetto che ha pubblicato il rapporto, il “Dinah Project”. Dinah, unica figlia di Giacobbe, venne stuprata, si legge nel Libro della Genesi, ma non venne ascoltata. Le israeliane – aggredite, spogliate, costrette a nudità forzata, legate agli alberi, molestate, violentate, minacciate di matrimonio forzato, secondo uno schema ricorrente eseguito in almeno sei località - hanno dovuto aspettare mesi per essere raccontate e ieri per essere ribadite, ma anche oggi non vengono lette, figurarsi se qualcuno ne parla. Sistematiche le violenze di Hamas, sistematico l’oblio.
Anche davanti alle prove in Occidente non si parla degli stupri delle israeliane | Libero Quotidiano.it
C’è una nuova religione nelle nostre città e nell’Occidente tutto, il cui idolo è Hamas e nella quale i Pro-pal credono devotamente....






