Alla fine della fiera, l’ipotesi più probabile è che la baronessa Ursula von der Leyen riuscirà a salvare l’osso del collo - e quindi anche la sua preziosa acconciatura - nel voto previsto domani all’Europarlamento sulla mozione di censura che è stata depositata nei suoi confronti. A suo favore, avrà probabilmente i numeri. Contro, avrà praticamente tutto il resto.
Tanto per cominciare, è insensato, oltre che ridicolo, il fatto che la signora tedesca si sia messa a sparacchiare contro i presentatori del documento di sfiducia, descrivendoli più o meno come agenti russi. Mosca avrà certamente commesso molti crimini nella storia, ma non questo. E il problema della von der Leyen- nella circostanza - non è il classico “nemico esterno”, bensì un insidiosissimo e multiforme “nemico interno”.
A cosa mi riferisco? Ai suoi errori, all’ambiguità intrinsecamente legata alla sua multiforme coalizione, a un programma largamente indifendibile, e infine allo scarso coraggio e alla spossante lentezza con cui - invece lei stessa sta perseguendo i pochi obiettivi positivi della sua Commissione.
URSULA VON DER LEYEN, LA RESA DEI CONTI: CHI PUÒ AFFONDARLA
La maggioranza che aveva sostenuto l’elezione di Ursula von der Leyen per un secondo mandato alla guida della pres...











