L'esito era scontato, ma non i numeri. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, esce ancora una volta indenne dalle mozioni di sfiducia intentate contro di lei. Quella dei Patrioti è stata respinta per 378 voti contrari, 179 a favore e 37 astenuti, mentre quella presentata dal gruppo The Left, per 383 voti contrari, 133 a favore e 78 astenuti. In altre parole, il sostegno della sua maggioranza non scende così in basso come nella mozione dello scorso luglio, promossa dalle destre, quando aveva toccato la soglia dei 360, ma resta lontana dai 401 voti con cui si era insediata il 18 luglio 2024. Questa volta, diversamente dalla mozione di luglio quando era uscita dall'Aula per non votare contro la Commissione che vede tra i suoi vicepresidenti Raffaele Fitto, la delegazione di Fratelli d'Italia si è astenuta sulla mozione dei Patrioti. Da rilevare anche la posizione del Movimento Cinque Stelle, che, unica delegazione del suo gruppo The Left, ha deciso di votare entrambe le mozioni, pur non condividendo i contenuti del testo delle destre. Stesso approccio seguito dall'esponente della Lega, Roberto Vannacci, che ha votato anche la mozione della Sinistra, a differenza del resto della sua delegazione, che si è astenuta. Gli indipendenti eletti con Pd, Cecilia Strada e Marco Tarquinio, si sono invece astenuti, diversamente dalla delegazione dem, che ha ovviamente respinto le mozioni, così come Forza Italia. Avs ha votato contro la mozione dei Patrioti, mentre ha appoggiato quella di The Left.