«Non doversi procedere», «i fatti non sussistono», «non hanno commesso i fatti». Frasi ascoltate più e più volte, ieri al tribunale di Reggio Emilia a partire dalle 17 e 30, l’ora in cui è cominciata la lettura della sentenza di primo grado che ha sbriciolato uno dopo l’altro quasi tutti i circa 100 capi d’imputazione al «sistema Bibbiano».