REGGIO EMILIA. Si scambiano gli abbracci tra i banchi delle difese alla lettura della sentenza di primo grado per il processo sui presunti affidi illeciti in Val D'Enza: ci sono state condanne, ma sono enormemente più basse rispetto ai 70 anni di reclusione complessiva chiesti dalla Procura di Reggio Emilia, in seguito all'inchiesta Angeli e Demoni, nota alle cronache come Caso Bibbiano e per anni oggetto di aspre polemiche politiche.
Su 14 imputati in un processo in cui si è discussa la sussistenza di una miriade di reati, tutti legati alla presunta esistenza di un'associazione illecita che collegava il potere politico locale ai professionisti della psicoterapia, allo scopo di inventare abusi in famiglia sui minori e lucrare sul sistema degli allontamenti e i successivi affidi, i condannati sono stati solo 3. Le imputazioni più gravi erano state ipotizzate per Federica Aghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali nella Val d’Enza area minori. La richiesta di pena era di 15 anni, ma è stata condannata a 2 anni per falso ideologico in atti pubblici, rispetto a due diversi casi di allontanamento. Per lei la pena è sospesa, e dovrà risarcire le parti civili e pagare le spese processuali.










