MONTECRISTO - Nell'isola del tesoro c'è uno strano piatto di ceramica che nessuno ha mai usato. Sui suoi bordi c'è scritto "Montecristo sporting club". Quel piatto è tutto ciò che è rimasto a prova di una sliding door del passato, di un istante preciso in cui se non fosse prevalsa l'idea di battersi per conservare l'ambiente, ci saremmo ritrovati adesso con l'ennesimo club esclusivo di cemento e yacht, di sfarzo e soldi in una delle isole più straordinarie isole che si possano mai incontrare nei nostri mari. Invece, a Montecristo, sperduta fra la Toscana e la Corsica, i soldi non hanno senso, semplicemente perché non si usano. Qui non c'è niente da comprare e tutto da proteggere. Non c'è nemmeno il tesoro narrato dalla letteratura, è un altro il vero scrigno: la biodiversità di un luogo pieno di endemismi dove si continuano a scoprire nuove specie. Abbiamo avuto la fortuna di metterci piede, di sbarcare in un venerdì d'estate - con l'ultimo gruppo che potrà visitarla prima dell'autunno - per osservare come, grazie a progetti europei Life e a protezioni italiane, quest'isola offra un rifugio sicuro agli uccelli migratori, alla fauna e almeno 500 diverse specie di piante.

Viaggio a Montecristo dove l'uomo è solo un ospite