Un tesoro il cui valore è stimato tra i 20 e i 40 miliardi di dollari sarebbe nascosto da oltre tre secoli in un angolo remoto del Pacifico, in quella che viene comunemente definita l’Isola di Robinson Crusoe potrà essere cercato e magari ritrovato.
Dopo anni di tira e molla, culminati con un “no” che sembrava definitivo, nel 2019, la Corte suprema del Cile ha autorizzato il settantaseienne miliardario olandese-americano Bernard Keiser a riprendere le ricerche del presunto bottino, che sarebbe stato nascosto nel 1714 dal capitano spagnolo Juan Ubilia de Echeverria in una delle tre componenti dell’Arcipelago Juan Fernàndez, parte della regione cilena di Valparaiso. Il clamoroso bottino sarebbe nascosto nella più grande delle isole, quella intitolata al personaggio letterario. Nell’arcipelago una seconda è stata invece (ri)battezzata a tema: si chiama Selkirk, in onore del marinaio-naufrago (Alexander) realmente vissuto, che vi dimorò per quattro anni in isolamento,ispirando il celeberrimo personaggio di Daniel Defoe e la sua storia. Vicenda che pure il grande narratore londinese aveva ambientato nei mari caraibici.
L’ultimo stop nel 2019
Il sindaco di Juan Fernàndez, Pablo Manriquez, ha chiarito che la decisione impone al Conaf, l’ente pubblico che si occupa delle risorse forestali nel Paese sudamericano, di giustificare eventuali restrizioni alle attività dell'esploratore. "Resta prioritaria", ha sottolineato, "la tutela della biodiversità e del patrimonio storico dell'area". In passato, infatti, l'impiego di macchinari pesanti per le ricerche aveva sollevato critiche tra i residenti.







