«Il mercato obbligazionario americano ha un nuovo competitor: la Germania. È l’unico tra i Paesi sviluppati a non aver sperimentato una politica fiscale davvero espansiva, ha un rating elevato e spazio per indebitarsi in modo importante. Gli investitori globali stanno guardando ai titoli tedeschi. E bisogna chiedersi se i grandi compratori, come Cina e Giappone, continueranno a mantenere l’attuale livello di acquisti nel mercato obbligazionario americano». Per Stephen Dover, head of the Franklin Templeton Institute e chief market strategist dell’asset manager globale — con 1.530 miliardi di dollari di masse in gestione (dato al 31 marzo) — dove ha vissuto gli ultimi 30 anni della sua carriera, «questa dinamica della domanda può influenzare sia il dollaro che il mercato dei bond». Dover è reduce da due recenti incontri con tutti i team di gestione e ha appena raccolto, attraverso un sondaggio, le idee di portfolio manager e analisti. «L’opinione condivisa è che il biglietto verde si indebolirà ulteriormente nel resto dell’anno e nel prossimo futuro. Non significa che cesserà di fungere da valuta di riserva. Ma che è estremamente sopravvalutato rispetto alla sua storia», precisa lo strategist.