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Ultimo aggiornamento: 15:44

Matteo Formenti, il bagnino 37enne trovato senza vita nella giornata di ieri, mercoledì 25 giugno, a Cologne, in provincia di Brescia, stava riparando l’impianto ed era lontano dalla piscina, dove lo scorso venerdì ha perso la vita il bimbo di 4 anni annegato in un momento di distrazione dei genitori. È quanto emerso dalle prime indagini come riportano alcuni quotidiani. L’uomo, che era stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto insieme ad altre persone, lavorava da quattro anni nel parco acquatico Tintarella di Luna a Castrezzato.

Dalle prime ricostruzioni, l’ipotesi più accreditata dagli investigatori è che Formenti, forse sconvolto dagli eventi di venerdì e dalla morte del bambino, si sia tolto la vita. La procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio.

Il bagnino viveva con i suoi genitori a Chiari, nel Bresciano, e si guadagnava da vivere alternando lavori stagionali, tra turni in piscina, in ristoranti e alberghi. Viene descritto da chi lo conosceva come un ragazzo molto riflessivo, taciturno. La madre ne aveva denunciato la scomparsa lunedì, quando Formenti, uscito di casa la mattina per andare al lavoro, non ha più dato notizie di sé.