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26 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:58
Sono ancora frammentate le notizie riguardo la morte di Matteo Formenti, il bagnino 37enne trovato senza vita nella giornata di ieri, mercoledì 25 giugno, a Cologne, in provincia di Brescia. L’uomo lavorava da quattro anni nel parco acquatico Tintarella di Luna a Castrezzato dove lo scorso venerdì ha perso la vita il bimbo di 4 anni annegato in un momento di distrazione dei genitori. Su quella tragica vicenda i carabinieri hanno aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Dalle prime ricostruzioni, l’ipotesi più accreditata dagli investigatori è che Formenti, forse sconvolto dagli eventi di venerdì e dalla morte del bambino, si sia tolto la vita.
Il bagnino viveva con i suoi genitori a Chiari, nel Bresciano, e si guadagnava da vivere alternando lavori stagionali, tra turni in piscina, in ristoranti e alberghi. Viene descritto da chi lo conosceva come un ragazzo molto riflessivo, taciturno. La madre ne ha denunciato la scomparsa lunedì, quando Formenti, uscito di casa la mattina per andare al lavoro, non ha più dato notizie di sé. Nel weekend gli inquirenti avevano sequestrato il telefono del 37enne, insieme a quello di tutti i colleghi presenti nel giorno della tragedia, e proprio lunedì i carabinieri avrebbero dovuto notificargli l’avviso di iscrizione nel registro degli indagati. Si trattava di un atto formale dopo quanto accaduto nella piscina in cui l’uomo lavorava. Formenti non sapeva di essere ufficialmente indagato, ma probabilmente lo sospettava.












