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27 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:52
Prima di ogni Cop, la Conferenza delle Parti sul clima che si tiene a fine anno, si passa da Bonn. E nella città tedesca si sono chiusi il 26 giugno i negoziati ‘tecnici’, preparatori rispetto alla Cop 30 che si terrà a novembre in Brasile, a Belém. Dopo settimane in cui a livello geopolitico è accaduto di tutto e con gli Stati Uniti ancora più distanti dalle questioni legate alla crisi climatica. Anche più distanti rispetto a quanto non lo fossero all’ultima Conferenza delle Parti sul clima, ed era un’impresa. Questi negoziati avrebbero dovuto spingere in avanti l’agenda e costruire testi negoziali solidi verso la Cop brasiliana, ma il risultato è stato deludente. Sono stati i primi negoziati Onu sul clima dopo il dato storico del 2024, il primo anno con un’anomalia termica annuale superiore alla soglia di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Nonostante l’urgenza, però, dalle sale negoziali non sono arrivate molte risposte e diverse questioni restano aperte. Su alcuni temi a Belém si ripartirà da ‘note informali’, ossia testi privi di valore legale, non adottati formalmente dai Paesi. A Bonn, tra le altre cose, si sarebbe dovuto stabilire come implementare gli impegni presi alla Cop28 di Dubai (all’interno del Global Stocktake, il meccanismo di valutazione dei progressi nella risposta alla crisi climatica) per l’abbandono progressivo dei combustibili fossili.








