(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli dell’abbigliamento sportivo in volata sulle Borse europee, in scia a Nike che alla vigilia ha annunciato conti migliori delle attese e l’intenzione di ridurre la produzione in Cina in funzione anti-dazi. Il colosso Usa è salito dell’11% nelle contrattazioni after-hours Usa e a Francoforte nella mattinata odierna si muove in progresso. All’inseguimento si stanno muovendo i titoli dei gruppi europei, a cominciare dalla catena britannica di distribuzione Jd Sports Fashion a Londra, con la migliore performance dell’indice Ftse 100 e dello Stoxx Europe. A Francoforte brillano Adidas e Puma con un balzo.
Nike ha reso noto alla vigilia un calo del fatturato trimestrale inferiore alle aspettative, grazie alla domanda per i suoi nuovi prodotti e per le sue linee di sneaker. Il fatturato dell'azienda Usa nel quarto trimestre è sceso del 12% a 11,10 miliardi di dollari, mentre gli analisti si aspettavano in media un calo del 14,9% a 10,72 miliardi. Nike ha inoltre annunciato l'intenzione di ridurre la produzione in Cina per mitigare l'impatto dei dazi statunitensi sulle importazioni cinesi, hanno dichiarato i manager del gruppo durante la conference call sui risultati finanziari. Il cfo Matthew Friend ha affermato che la Cina rappresenta attualmente circa il 16% delle importazioni di calzature del gruppo verso gli Stati Uniti. «Prevediamo che questa quota scenderà nella parte alta di una cifra entro la fine dell'esercizio 2026, con una riallocazione degli approvvigionamenti dalla Cina ad altri paesi in tutto il mondo», ha detto Friend agli analisti. Nike è presente in Cina da 40 anni. Nei tre mesi al 31 maggio, il fatturato di Nike in Cina è per altro diminuito del 21% a 1,48 miliardi di dollari e nei 12 mesi i ricavi sono calati del 13% a 6,59 miliardi. Il gruppo Nike nell’esercizio a fine maggio ha registrato un fatturato di 46,3 miliardi in calo dai 51,4 miliardi dell'anno precedente. L'utile netto è diminuito a 3,219 miliardi da 5,7 miliardi.







