MILANO – Scarpe più care negli Stati Uniti. In una fase complessa per il settore retail americano, Nike alzerà i prezzi di molte delle sue calzature, di parte del suo abbigliamento e dei suoi accessori. La società non cita apertamente i dazi di Trump tra i motivi di questa decisione, “valutiamano regolarmente il nostro business e facciamo aggiustamenti dei prezzi come parte della nostra pianificazione stagionale”, scrive. Ma producendo molti dei suoi beni in Cina e Vietnam – dove le tariffe sono rispettivamente al 30% e 10% – ha sicuramente accusato il colpo e i rincari potrebbero alleviare la pressione sui margini il gruppo che sta sperimentando da tempo.

Via ai dazi auto al 25%, Trump salva il Messico. E anche Nike e Adidas chiedono un’esenzione

di Massimo Basile

Un periodo già complesso per il gruppo

Attraverso la sua catena di fornitura internazionale, i dazi pesano sul margine di Nike, che tenta di compensare l'effetto aumentando i prezzi. Per il colosso delle scarpe da ginnastica è un momento delicato: il percorso di trasformazione aziendale intrapreso sta richiedendo più tempo del previsto. I profitti di Nike, dunque, erano già sotto pressione prima del liberation day di Trump, da quando la società aveva deciso di applicare importanti sconti per rimpolpare le vendite dei propri prodotti.