Dopo aver deciso di aumentare, in ambito Nato, la spesa da destinare alla difesa dal 2 al 5% del Pil entro il 2025, l’Europa è alla ricerca delle risorse per finanziare le nuove spese. Ed della partita è anche la Banca europea degli investimenti, istituzione finanziaria di lungo termine dell’Unione europea di proprietà degli Stati membri che, stando alle indicazioni previste dal Libro bianco approvato a marzo dalla Commissione europea, è tenuta a sostenere lo sforzo di riarmo dei paesi europei. La Bei ha recentemente ampliato i propri criteri di ammissibilità per sostenere progetti nel settore militare, in linea con gli obiettivi dell’Unione europea. La settimana scorsa il Consiglio dei governatori della Banca europea per gli investimenti ha approvato un aumento al tetto dei finanziamenti previsti nel 2025 alla cifra record di 100 miliardi, rispetto ai 95 stimati a inizio anno, soprattutto per aumentare gli investimenti in sicurezza e difesa.
Tra i progetti che hanno goduto dell’aiuto della Bei ci sono il lancio di satelliti in Polonia e l’ammodernamento di alcuni porti in Danimarca per consentire l’accesso di navi da guerra della Nato. Inoltre, l’istituzione finanziaria ha investito denaro in alcuni fondi specializzati basati sul capitale di rischio.








