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Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, l’esercito israeliano controlla l’82 per cento del territorio della Striscia di Gaza tramite zone militari e zone sottoposte a ordini di evacuazione, dove quindi i civili non possono stare. Già all’inizio di maggio il governo israeliano aveva confermato che i suoi piani prevedono l’occupazione totale della Striscia, anche se non aveva chiarito con che tempi intendesse metterli in atto.

Il rapporto è stato diffuso mercoledì dall’Ufficio di coordinamento per gli affari umanitari (OCHA) delle Nazioni Unite, e descrive la tragica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Contiene fra le altre cose una mappa delle zone di occupazione militare israeliana e di quelle sottoposte dall’esercito a ordini di evacuazione a partire dal 18 marzo 2025, quando Israele ha violato il cessate il fuoco con Hamas (le due zone in gran parte sono coincidenti). Restano fuori essenzialmente la città di Gaza (nel nord della Striscia), Deir al Balah e Nuseirat (entrambe nel centro) e la zona di al Mawasi, sulla costa al sud, in cui Israele ha detto ai palestinesi di rifugiarsi indicandola come area sicura, nonostante l’abbia comunque bombardata più volte.