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Il governo israeliano ha approvato un piano voluto dal primo ministro Benjamin Netanyahu per occupare la città di Gaza, nel nord della Striscia, una delle ultime grosse aree che ancora non sono sotto il controllo dell’esercito di Israele.

Il piano è diverso da quello che avevano anticipato i media israeliani negli scorsi giorni, e che prevedeva l’occupazione di tutta la Striscia di Gaza. Questo potrebbe essere però il primo passaggio di un’operazione più ampia e duratura: in un’intervista all’emittente statunitense Fox News data giovedì notte, Netanyahu ha confermato che l’obiettivo ultimo di Israele è l’occupazione totale della Striscia.

Già adesso Israele occupa circa il 75 per cento del territorio della Striscia di Gaza, ma finora l’esercito aveva in buona parte evitato di entrare nel restante 25 per cento per timore che lì fossero detenuti gli ostaggi israeliani. Le zone ancora risparmiate sono anche quelle in cui si è concentrato il grosso della popolazione palestinese sfollata: sono la città di Gaza e le due regioni costiere attorno a Deir al Balah e ad Al Mawasi, dove si trovano grandi campi profughi. Deir al Balah ha già subìto alcuni attacchi negli scorsi giorni.