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Death Stranding 2: On the Beach, il sequel del videogioco di avventura e fantascienza Death Stranding che esce giovedì, è il nuovo videogioco di Hideo Kojima. Sono pochissimi i videogiochi che vengono presentati così: come il nuovo lavoro di un game designer, cioè essenzialmente l’autore responsabile dell’ideazione e dello sviluppo del videogioco. Ma Kojima, che si affermò tra gli anni Novanta e Duemila con la storica serie Metal Gear, è una figura unica nel settore, probabilmente la più famosa e tra le più venerata di tutte.

I motivi sono riassunti bene da Death Stranding, una delle operazioni videoludiche più originali, rischiose e divisive degli ultimi anni. È anomalo, perché non si tratta di un gioco indipendente a basso budget, ma di uno dei giochi più grandi, costosi e lunghi da giocare, una categoria che tende ad andare sul sicuro. Ma Hideo Kojima, che è giapponese e ha 61 anni, è una delle poche star del mondo dei videogiochi proprio perché non è quasi mai andato sul sicuro.

Death Stranding racconta di un personaggio in un mondo devastato da una forma di apocalisse, che attraversa a piedi le lande desolate con la missione di ricollegare diversi centri a una rete globale. È una grande ode alla connessione attraverso la tecnologia, a cui Kojima ha pensato nella seconda metà degli anni Dieci, in un periodo di disconnessioni portate da Brexit e dalla prima presidenza Trump. La trama è molto intricata e di fantascienza, e in mezzo a grandi nemici e a creature pericolose contiene molti momenti “alla Kojima”.