Cartoni di latte o di succo d’arancia, dopo aver fatto il loro dovere, si reincarnano nel cruscotto di un’auto. Non un’auto qualunque, ma la Fiat Grande Panda, che da oggi può vantarsi di essere la prima vettura al mondo a integrare materiali riciclati provenienti da quei contenitori che, per decenni, abbiamo buttato via con un misto di pigrizia e senso di colpa (perché non si è mai capito dove si debbano mettere, platica, carta o indifferenziata). In ogni caso, ogni Grande Panda, ci dicono, contiene l’equivalente di 140 cartoni per bevande, trasformati in polietilene e alluminio (il cosiddetto polyAl) per dar forma a console centrali, pannelli delle portiere e altri dettagli dell’abitacolo. È come se, guidando, potessi sentire ancora l’odore di un Tetrapak appena aperto, con quel vago sentore di cartone umido e promesse di colazione.
L’operazione, messa in piedi da Fiat in collaborazione con Tetra Pak e l’italiana Lapo Compound, va oltre la solita trovata ecologica per strizzare l’occhio ai verdi di cuore o di convenienza. È un piccolo, concreto passo verso quell’economia circolare che da anni ci viene promessa come il Graal della sostenibilità, ma che spesso resta intrappolata in slide di PowerPoint o in convegni dove si beve caffè in bicchieri di plastica.







