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La decisione di attaccare l’Iran ha risollevato la carriera politica del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Dopo una lunga crisi di popolarità oggi il Likud, il suo partito di destra, è il primo nei sondaggi. I leader dell’opposizione hanno sostenuto quasi all’unanimità la sua guerra contro l’Iran. E secondo i media israeliani Netanyahu starebbe perfino pensando di indire elezioni anticipate, per approfittare della situazione.

Questo è un cambiamento straordinario rispetto anche soltanto a pochi mesi fa, quando Netanyahu era uno dei politici più impopolari del paese ed era ritenuto un leader in crisi, incapace di difendere il proprio paese.

La crisi di Netanyahu era cominciata dopo l’attacco in Israele del 7 ottobre 2023, quando Hamas uccise più di 1.100 persone, in gran parte israeliane, in quello che è ricordato come il più grosso fallimento di intelligence e sicurezza della storia del paese. Netanyahu fu accusato di aver sottovalutato il pericolo di Hamas e di avere indebolito per ragioni di convenienza interna la prontezza delle forze armate, con cui era in polemica nei mesi precedenti.

La popolarità di Netanyahu crollò e per mesi tutti i sondaggi indicavano che, in caso di elezioni, la sua carriera politica sarebbe stata spacciata.