Missili su Haifa. Netanyahu: “Avanti anche da soli per fermare il programma nucleare iraniano”. Ancora strage a Gaza, almeno 31 uccisi nelle aree degli aiuti
Soccorsi a Haifa dopo l'attacco iraniano
Roma – Aumentano i crateri e la distruzione in Iran e Israele, che non fanno concessioni sul terreno e continuano a scambiarsi salve di micidiali missili con l'obiettivo di bucare le rispettive difese, mentre la diplomazia cerca di porre un freno alla guerra sui tavoli di Ginevra.
Per Benjamin Netanyahu, l'obiettivo resta il medesimo: fermare il nucleare dell'Iran, "con o senza il contributo di Trump". E il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha invitato gli israeliani a prepararsi a una "campagna prolungata" contro la Repubblica islamica. Prevedendo "giorni difficili" per la popolazione, che intanto subisce la risposta iraniana con la distruzione portata dai bombardamenti su Tel Aviv, Beer Sheba e di Haifa, importante porto e centro industriale dello Stato ebraico.
Nel frattempo il mondo spera nella diplomazia per fermare il bagno di sangue che a Gaza prosegue senza sosta: almeno 60 i morti nell'ultima giornata, 31 uccisi dal fuoco israeliano vicino ai centri di distribuzione degli aiuti. L'ennesimo strage silenziosa dei palestinesi nella Striscia.












