È una rivoluzione silenziosa ma potente. Tanto potente da costringere oggi la Storia a un cambiamento di rotta.

Una rivoluzione che va avanti inabissandosi e riemergendo fino ad arrivare, oggi, a un sorprendente risultato: nascere femmina non è più una “colpa”. Non è un dispiacere né per la famiglia né per la società. Anzi. E in questa rivoluzione ci aiutano la genetica, la nuova politica di alcuni Paesi e una sorprendente visione moderna delle coppie che, con sincerità, ora dichiarano di desiderare una figlia femmina. In Italia, come nella maggior parte delle società occidentali, nascono più maschi che femmine. Il rapporto è generalmente di circa 105 bambini ogni 100 bambine. Una differenza che lentamente si sta assottigliando. Tuttavia, questo divario, come ci fa sapere l’Istat, tende a ridursi con l'età, e nelle fasce più adulte della popolazione le donne superano numericamente gli uomini. La popolazione globale, si sa, invecchia e, dopo la nascita, le femmine sono nella maggior parte dei Paesi più longeve. In età avanzata, le donne sono quindi più degli uomini e, mano a mano che la popolazione invecchia, aumenta il numero di femmine in proporzione ai maschi. Lui, oggi da noi, può aspettarsi 81,4 anni di vita mentre lei 85,5. Si è scoperto che gli uomini (cromosoma Y) sono biologicamente più anziani delle donne (cromosoma X) anche se c’è un’età “cronologica” uguale.