Donald Trump è rientrato a Washington questa notte, dopo aver partecipato al vertice della Nato dell'Aia. Un summit che molti definiscono «storico» per l'approvazione del nuovo obiettivo di spesa militare (il 5% del pil): una vittoria per il presidente americano, che da tempo invocava un maggiore impegno economico degli alleati. Nella lettera di oggi facciamo il punto su quando accaduto in Olanda, dallo show di Donald allo strappo di Sánchez alle prospettive per il futuro dell'Alleanza.
Poi il Medio Oriente. Per tracciare un primo bilancio - vittime, missili, dollari - della «guerra dei 12 giorni». E per provare a capire cosa può succedere ora a Gaza. È probabile che Trump, in cambio del supporto fornitogli contro l'Iran, chieda a Netanyahu qualcosa in cambio: la normalizzazione delle relazioni con l'Arabia Saudita, ad esempio (questa mattina, a Tel Aviv, sono comparsi cartelloni che invocano «un nuovo tempo per la pace di Abramo», come si vede nella foto sopra). Intanto Khamenei si è rifatto vivo: è apparso sulla tv di Stato per pronunciare il primo discorso post-bellico e cantare vittoria.
Torniamo negli Stati Uniti, a New York, per tracciare un profilo del 33enne Mamdani, che sarà candidato sindaco per i democratici. Infine: le proteste dei giovani represse nel sangue in Kenya; l'irritazione di Xi con il «compagno di Brics» Lula; e la legge «ad personam» con cui il Vietnam ha salvato dalla forca una truffatrice miliardaria.











