Ci sarebbero solo tracce genetiche di Alberto Stasi e Chiara Poggi su spazzatura e reperti della colazione del 13 agosto 2007 nella casa di Garlasco, analizzati nelle scorse ore dal perito genetico dell'incidente probatorio, Denise Albani. Le anticipazioni, da prendere con tutti i «condizionali possibili» e rese mercoledì sera dall'avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, durante la trasmissione “Zona Bianca” sono confermate: il dna dell'ex fidanzato della 26enne uccisa, condannato a 16 anni per l'omicidio, è stato trovato sulla cannuccia di plastica dell'Estathé mentre quello di Chiara Poggi si troverebbe sulla «pellicola» del Fruttolo, sul piatto e sulla confezione di cereali rinvenuta sul divano con cui stava facendo colazione la mattina del delitto.

Dai primi risultati non ci sarebbe traccia del dna di Andrea Sempio, il nuovo indagato per omicidio in concorso della Procura di Pavia. «Indicazioni che, lette nel modo giusto sono interessanti», ha spiegato De Rensis sostenendo come Stasi abbia «sempre» detto di aver bevuto l'Estathé. Nelle sentenze sul delitto di Garlasco si fa riferimento all'ultimo pasto consumato dalla coppia assieme la sera prima dell'omicidio, citando «una lattina di birra» portata in via Pascoli da Stasi la sera insieme al proprio pc e alcuni libri, prima di andare a prendere le pizze d'asporto nel locale 'Dietro l'Angolo' e di cui sono stati trovati i cartoni in casa. «Sappiamo che la lattina di birra doppia che ha bevuto Alberto (Stasi, ndr) esiste perché era nel frigo. L'attività difensiva lo ha provato all'epoca con grande scrupolo», ha spiegato il legale.