Questa è una storia di riscatto e di tenacia nell’inseguire i propri sogni. Ma è anche a suo modo una favola sul ritorno alle origini, alla propria terra e alle tradizioni di famiglia. Questa è la storia di Anita Boggio Merlo, una donna in carriera che ha trovato la sua vera dimensione di vita all’alba dei 55 anni. E la dimensione l’ha trovata nella sua terra natìa, Locri, sulla costa ionica della Calabria, dopo che a 18 anni era migrata a Milano per studiare e poi lavorare.

Laurea in bioingegneria al Politecnico col massimo dei voti, impiego in un’importante società di consulenza di marchi e brevetti industriali – la Dragotti & Associati –, un fidanzamento felice che durava da sei anni. Niente figli ma tanti interessi: la musica, le camminate in montagna, il padel, le serate con gli amici.

Il sogno d’amore e la doccia fredda

Un’energia inesauribile che finiva per contagiare tutti. Anche Corrado, il suo fidanzato di allora. Spronato da lei, dopo anni aveva trovato la forza di lasciare il suo lavoro da grafico pubblicitario nello studio di famiglia e trasferirsi alle Canarie a coronare il suo sogno di gestire un locale. «Il mio sogno, invece – racconta Anita – non era certo quella della manager rampante. Piuttosto, quello di produrre braccialetti fatti a mano all’uncinetto, «come a casa nostra usavano passare il tempo mamma Annamaria con la mia nonna. Allora mi sono detta: perché non farlo a Fuerteventura?».