Non sai mai cosa ti può riservare la vita finché non ci si sbatte contro. Dura e ruvida realtà, come quella in cui si sono imbattuti due giovani ingegneri in carriera quando è scoppiato il Covid. Il mondo si fermava e il loro universo familiare si sgretolava sotto il peso di un grave lutto e di molteplici ricoveri. Federico Massimi e sua moglie Valentina, ingegnere meccanico lui e biomedico lei, hanno deciso di imprimere una svolta nella loro vita.
Là, dove scorre l’Aniene
È casa il luogo in cui tornare, le radici a cui attaccarsi per trovare nuova forza. Jenne, minuscolo paese nella Valle dell’Aniene, è un borgo fatto di vicoli intricati. “La famiglia di mio marito è originaria di qui, avevamo perso mio suocero senza poterlo salutare un’ultima volta, volevamo ripartire da una vita più semplice di quella manageriale – racconta Valentina commossa, nonostante il tempo trascorso – A me è sempre piaciuto fare i biscotti in casa, mia suocera, “Nonna Mirella”, aveva la ricetta di questo biscotto tipico del paese, il Tortiglione. Ci siamo buttati!”. Nata così, nel 2020, La Forneria di Nonna Mirella: prima impresa alimentare domestica, poi arriva un punto vendita in un mercato romano. Sin dall’inizio il sogno (e l’ambizione) erano grandi. “Abbiamo voluto riportare in vita l’antico forno del paese – prosegue Valentina, accarezzando i ricordi – È datato 1751, ma alcuni documenti che stiamo studiando e cercando di recuperare, raccontano che sia ancora più antico. Era il forno in cui tutte le famiglie cuocevano le loro pagnotte, impastate con la farina ottenuta dal grano che un tempo si coltivava qui intorno”. Campi che oggi non vedono più le spighe dorate ondeggiare sotto il sole. E da quando i forni sono entrati nelle cucine domestiche, i turni per la cottura dei vari prodotti non ci sono più. Ma restano i sapori, ben impressi nei ricordi.







