Andiamo alle giostre, gli dice la mamma. «La strada sembra infinita. Ogni curva, ogni semaforo è solo un altro passo verso il momento in cui vedrò quelle luci magiche. Ma quando l’auto si ferma, il paesaggio non è quello che mi aspettavo. Non ci sono giostre, né risate, né zucchero filato. C’è un cancello di ferro, e dietro al cancello, solo un grande edificio come tanti altri. Davanti a me c’è un cortile, pieno di altri bambini che giocano in silenzio. Non ci sono risate, non ci sono sorrisi». Teo Mammucari aveva tre anni e mezzo quando la madre lo abbandonò in un collegio gestito da suore. In Dietro ogni profondo respiro (edito da Rizzoli, esce il 20 maggio) il conduttore si toglie la maschera da showman per mostrare al pubblico il suo lato più personale e doloroso.