A vent’anni, Anna Morelli non sogna una scrivania. Né l’università. Né un lavoro «più adatto» a una ragazza, se mai nel 2025 qualcuno ragionasse ancora così. Anna va dritta. Vuole fare la manutentrice di ascensori. «Mi piace portare le persone su e giù, in sicurezza. Risolvere problemi invisibili ma essenziali. Un ascensore che si blocca può rovinare la giornata a un intero palazzo. Io voglio essere quella che lo rimette in moto». Lo dice con voce ferma, raccontando come ha scoperto la sua vocazione durante un programma di alternanza scuola-lavoro al quarto anno dell’istituto tecnico. Un’esperienza che a molti lascia il tempo che trova. A lei, invece, ha lasciato il futuro. «Sono entrata nel locale-macchina in cima a un palazzo. C’erano i motori, i cavi d’acciaio, i quadri di comando... E alcuni anziani bloccati in casa. Non so come spiegarlo: mi sono sentita utile».