Da decenni alla guida di una importante rete di istituti paritari dislocati in diverse regioni d'Italia – «ho visto crescere sotto i miei occhi oltre quattromila tra studenti e studentesse» – suor Monia Alfieri si è sempre battuta per garantire una formazione fondata sulla parità di genere, sul valore dell'altro e del rispetto reciproco.

Da un po' di tempo in qua è seriamente preoccupata per l'aumento dei femminicidi tra i giovanissimi. A suo parere si dovrebbe correre ai ripari e mettere in atto un nuovo patto educativo per la crescita armonica delle nuove generazioni. Dopo l'Ambrogino d'Oro, il Cavalierato della Repubblica e ora il Premio Bellisario, questa cinquantenne, religiosa delle Marcelline, due lauree in tasca – in giurisprudenza ed economia – non ha mai fatto mancare ad ogni governo che si è succeduto analisi, best-practice e supporto pur di migliorare la formazione dei Millennial e della GenZ. «Sono sempre più fragili, a tratti persino incapaci di gestire le proprie emozioni». E così tocca soprattutto alla scuola farvi fronte.

Quanto è diventato difficile educare?

«Tanto. Da quando sono entrate in crisi la scuola, la famiglia e pure la Chiesa. Siamo passati da una famiglia normativa, che dettava regole ben precise, ad una famiglia in evidente scompenso di autorità. Pur di evitare lo scontro è diventata soprattutto il luogo delle concessioni. Ma una famiglia che non dà regole ai propri figli, maschi o femmine che siano, che non è capace di dire 'no' per evitare i conflitti, è destinata ad alimentare problemi. Anche la scuola nel frattempo è andata in crisi facendo venir meno la qualità dell'insegnamento rispetto al rigore del passato».