«Nessuno dovrebbe affrontare da solo un dolore così complesso, soprattutto quando è accompagnato da un senso — reale o percepito — di responsabilità». Valentina Di Mattei, presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, commenta così la tragica morte di Matteo Formenti, pochi giorni dopo l’annegamento del piccolo Michael.
A livello psichico, come si spiega quel che è successo nel bosco di Cologne?
«In casi così delicati, ogni ricostruzione psicologica deve essere fatta con grande prudenza e rispetto ed è fondamentale attendere che le autorità chiariscano con precisione i fatti. Detto questo, quando accade una tragedia che coinvolge la morte di un bambino e la successiva morte di un adulto legato a quell’evento, entriamo nel territorio del trauma psichico profondo».
Cosa intende?
«Il trauma non è solo ciò che accade fuori, ma ciò che accade dentro: è una frattura improvvisa dell’equilibrio, una perdita di senso che può sopraffare completamente la persona».










