Quindici milioni di animali allevati a scopo alimentare sono morti negli ultimi sei anni a causa degli eventi climatici estremi. Un esempio dell'impatto dei disastri climatici che globalmente hanno un costo, in termini economici, di 143 miliardi di dollari all'anno. Abbandonati a sé stessi nel corso di alluvioni o a seguito di frane, in più casi vittime delle ondate di calore in aumento. Ma se gli allevamenti intensivi pagano dazio alla crisi climatica in corso, c’è un’altra prospettiva che evidenza come siano parte del problema. Già, perché i sistemi alimentari generano circa un terzo delle emissioni globali di gas serra: il settore zootecnico, dominato dall’allevamento intensivo, produce più emissioni dirette di tutti gli aerei, i treni e le automobili del mondo messi insieme. Numeri destinati fatalmente ad aumentare. Un circolo vizioso climatico denunciato con forza dal report “Climate Doom Loop: Factory Farming’s Toll on Animals, Farmers and Food” (testualmente Circolo vizioso del clima: il costo dell’allevamento intensivo su animali, allevatori e cibo), pubblicato in queste ore da Compassion in World Farming (CIWF) in occasione della Conferenza sul cambiamento climatico, in corso in questi giorni a Bonn.
Crisi climatica e allevamenti intensivi: 15 milioni di animali morti in sei anni per eventi estremi
Il report di Compassion in World Farming fotografa un circolo vizioso: un terzo delle emissioni di gas serra è legato alla zootecnica, che ne paga le conseguen…






