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La difesa dell'imputato reo confesso dell'omicidio della compagna incinta, nel maggio 2023 a Senago, proverà a fare cadere le aggravanti della premeditazione e della crudeltà

Il femminicidio di Giulia Tramontano, uccisa nel maggio 2023 incinta a 29 anni dal fidanzato, non smette di indignare. E all’alba dell’udienza di oggi, che rappresenta il secondo grado di giudizio nel processo ad Alessandro Impagnatiello, 32enne reo confesso, sono tanti a chiedersi se otterrà un riduzione della condanna. Con la sua avvocata, Giulia Geradini, che lo ha difeso anche in primo grado, chiederà alla corte d’assise d’appello di Milano di fare cadere le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, nonché che gli vengano concesse le attenuanti generiche. Lo scopo è ottenere così una modifica della condanna: dall’ergastolo inflitto dalla corte d’assise (presidente Antonella Bertoja) a 30 anni di carcere.

All’udienza di oggi sono presenti moltissimi giornalisti, con taccuini e telecamere. Si attende la famiglia di Giulia, parte civile con i legali Giovanni Cacciapuoti e Daniele Cacciapuoti: la madre Loredana, il papà Franco e i fratelli Mario e Chiara, quest’ultima autrice di un libro sulla storia della sorella. "Vivrai in eterno nei cuori di chi ti ha sinceramente amata, ai quali hai donato la tua infinita dolcezza, gentilezza e bellezza" sono le parole del papà accompagnate da una foto in primo piano al mare della ventiseienne. "Cinque per sempre. Proprio così per sempre. Oggi più che mai" è, invece, ha postato la madre insieme a un ritratto di famiglia.