PADOVA - Il Battesimo viene indagato nei battisteri attraverso i suoi segni e i suoi doni. Testimonianze rare di incommensurabile suggestione, alcune delle quali risalgono a oltre 500 anni fa e che per la prima volta vengono esposte, come il celebre Crismino, l'unico calamaio bizantino del mondo, la cui funzione è assicurata dall'iscrizione metrica greca, incisa sul bordo e sul fondo. Questo e altri simboli associati al rito liturgico di introduzione alla fede cristiana sono protagonisti al Museo diocesano di Padova della mostra che sarà inaugurata mercoledì 25 giugno alle 18 dal vescovo monsignor Claudio Cipolla durante un evento aperto al pubblico, intitolata "Rigenerati nella speranza. Il Battistero, i segni, i doni", che si protrarrà fino all'11 gennaio, giorno del battesimo di Gesù.

Un'esposizione giubilare in prosecuzione alla visita dell'attiguo battistero della cattedrale, tappa tra le più gettonate dell'itinerario trecentesco dell'Urbs Picta Patrimonio Unesco, con il ciclo affrescato da Giusto de' Menabuoi. L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto nazionale collegato al Giubileo "Nel tuo nome. L'arte parla di comunità" (sostenuto dai fondi dell'8Xmille alla Chiesa cattolica), a cui hanno aderito 75 diocesi, finalizzato a evidenziare l'impegno nella valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Al suo interno rientra un'unità d'intenti tra le 13 Diocesi del Triveneto che hanno scelto di lavorare insieme su un'iniziativa integrata Mab (Musei-Archivi-Biblioteche) concentrando l'attenzione sul battistero e sulla cattedrale, attorno ai quali costruire proposte che valorizzino i doni offerti nel battesimo: il fil rouge è rappresentato dall'immagine tratta dai mosaici pavimentali della basilica di Aquileia, simbolo dell'origine della fede cristiana per le chiese del Nordest. Il percorso espositivo, declinato attraverso opere, manoscritti, suppellettili liturgiche e antichi documenti è stato illustrato ieri da don Leopoldo Voltan, vicario episcopale per la Pastorale; Andrea Nante, direttore del Museo diocesano, e dall'architetto Claudio Seno, responsabile del Servizio diocesano per l'Arte sacra.